IL RICORDO

Roberto Brivio, il “Gufo”che più amò Antenna 3

“Ad Antenna 3 era tutta improvvisazione. I testi di Gino e Michele erano il canovaccio su cui costruire in diretta il momento comico o la presentazione”.

Roberto Brivio ricordava così la sua prima esperienza ad Antenna 3 nelle vesti di conduttore, quando gli venne affidato il varietà surreale del sabato sera Lo Squizzofrenico. Un ricordo di quella esperienza regalato al pubblico della mostra “Ti ricordi quella sera?” nella prima tappa inaugurale di Busto Arsizio.

“Spesso dicevo agli autori: Ma fate dei testi che facciano almeno ridere! In realtà Gino e Michele scavavano nel mio aspetto drammatico. Il cerchio lo chiudeva il regista Beppe Recchia e quella sua capacità incredibile di cogliere l’attimo e dettare il ritmo”.

Era l’aprile del 1981, una stagione fortunata contraddistinta dalla reunion dei Gufi, di nuovo assieme dopo undici anni, proprio negli studi di Antenna 3 Lombardia.

E’ qui che dal settembre 1980 al giugno 1981, per quaranta settimane, va in scena Meglio Gufi Che Mai, il ritorno in tv, questa volta a colori, di Brivio, Magni, Svampa e Patruno. Gli sketch e le canzoni milanesi, il macabro e l’osteria, in un alternarsi di brani da copione e momenti di pura improvvisazione con il pubblico e gli sponsor. Furono anche criticati dalla stampa per quell’insolito connubio tra il lirico della loro opera omnia e il profano della comunicazione commerciale. Una convivenza di generi, una sovrapposizione di binari che si traduceva in un moderno carosello dal vivo. 

Si legge in un feroce attacco sulla stampa dell’epoca: Con un colpo d’ala che va comunque rispettato, gli ideatori del programma hanno inaugurato un nuovo genere televisivo: dopo lo spettacolo, la cultura e l’informazione, la pubblicità è diventata un “genere” autonomo e in Meglio Gufi Che Mai ha trovato una sua definitiva consacrazione nello specifico televisivo liberandosi dagli stupidi impacci che ancora la costringevano in spazi angusti e in tempi inadeguati.

In realtà il programma ebbe grande successo di pubblico e contribuì a far conoscere I Gufi alla nuova generazione di allora. Ancora vent’anni dopo, rieditato e ripulito delle citazioni pubblicitarie, venne riproposto in prima serata sull’Antennatre della gestione Giunco.

Mentre una foto di scena scattata nello studio 1, primo piano di Roberto Brivio e scenografia di Enrico Scampini sullo sfondo, fu utilizzata come copertina del 33 giri “Osteria che canzon!”.

Ma Roberto Brivio “solista” intrecciò la sua carriera artistica con quella di Antenna 3 anche attraverso la registrazione di due operette, “Al cavallino bianco” e “Il paese dei campanelli”. E poi ancora, sul finire del periodo d’oro dell’emittente, con la conduzione di due programmi, Il Parapiglio (da febbraio a giugno ’85) e La Festa (da ottobre a dicembre ’85).

“Al termine della puntata di Natale del programma La Festa – ricordava Brivio – ricevetti la telefonata di Renzo Villa che si complimentava con me: Questa sera ho visto una bella trasmissione. Mi colpì molto questo gesto da parte dell’editore dell’emittente e ancora oggi conservo questo ricordo con grande affetto”.

Navigando nella sezione “Nastroteca” del sito viaperbusto15.it è possibile rivedere diversi spezzoni dei programmi di Roberto Brivio ad Antenna 3. Imperdibili lo sketch dei frati, in cui viene preso in giro lo sponsor, e il gioco della bara, momento cult del programma Lo Squizzofrenico.

Il nostro modo per rendere omaggio a un grande dello spettacolo.

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